#labuonascuola esiste già?

Considerando la vivacità del dibattito in rete tra chi, per vocazione, ha deciso di essere un professionista nel settore dell’educazione e formazione, è lecito ipotizzare che la Buona Scuola non sia solo “progetto” ma già realtà, spesso, non adeguatamente valorizzata.

La professionalità del docente

Affermando l’esistenza della “Buona Scuola”, non stiamo, ovviamente, considerando le problematiche connesse alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture, alla generale carenza di fondi, ai problemi di sicurezza o affollamento delle classi (elementi che ostacolano in molti casi la traduzione in azione di numerose iniziative per l’innovazione della didattica),  ci limitiamo a porre in evidenza la “professionalità e la passione per il proprio lavoro” di chi opera nel settore.

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Image courtesy of Stuart Miles at FreeDigitalPhotos.net

Un cammino non privo di ostacoli

È senza dubbio necessario che molti docenti siano pronti all’aggiornamento, tuttavia, non sempre la mancata formazione è stata imputabile solo ad una loro chiusura. In passato frequentemente la formazione utile al personale in servizio è stata accessibile solo privatamente (con costi impegnativi se rapportati al salario medio di un docente) o impedita nei fatti perché tenuta durante l’orario di servizio (con gravi problematiche connesse alle sostituzioni).

Osservare e partecipare al dibattito 

Per riequilibrare l’immagine della “scuola”, rendendo giustizia, almeno nella valutazione, alla professionalità ed impegno di una significativa parte del personale docente, un buon esercizio per noi tutti “cittadini digitali” è osservare (e prendere parte se lo riteniamo opportuno) alla condivisione di idee, proposte ed esperienze che quotidianamente si realizza nel web all’interno degli ormai numerosi gruppi di discussione di docenti. Potrà essere questa l’occasione per proporre differenti punti di vista o individuare criticità (da parte di genitori, studenti, imprenditori, rappresentati delle Istituzioni e della società civile) e, in modo costruttivo, collaborativamente definire soluzioni.

Anche la già citata consultazione pubblica la Buona Scuola, promossa dal Governo per realizzare insieme il miglioramento della scuola italiana,  si pone in questa prospettiva di “ascolto e collaborazione”; molte comunità e gruppi virtuali di docenti hanno accettato l’invito a mettere in rete idee e progetti.

Giuseppe Corsaro, promotore di Insegnanti 2.0, scrive sul sito web del gruppo:

“Ci hanno chiesto di dire la nostra?? Ora dovranno sentirle tutte!”. Così, qualche giorno fa, una collega ironizzava sul fatto che le proposte per La Buona Scuola aumentavano di giorno in giorno.”E in particolare la bacheca del gruppo Insegnanti 2.0 si è popolata parecchio di proposte per La Buona Scuola. Tanti i membri che hanno deciso di dire qualcosa in merito a connessioni di rete, formazione docenti, didattica innovativa, risorse digitali e altri temi di cui il gruppo si occupa fin dalla nascita.

Quali le proposte nate nel gruppo Insegnanti 2.0

La Buona Scuola

La consultazione pubblica “la Buona Scuola” rimarrà aperta fino al 15 novembre. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare votando le idee proposte, commentandole o inserendone di nuove.

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